
Lo sapete che si può prendere una pausa dallo Shadow working senza smettere di fare Shadow working?
Se lo avete provato una volta sola o ci state lavorando costantemente sapete che la tecnica di lavoro con le ombre non è proprio un lavoro leggero. È come la palestra: se non fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato. Il problema è che quando si comincia, poi vengono fuori una valanga di cose su cui lavorare, e si rischia di passare giornate talmente abbattuti da perdere tutte le energie. Di conseguenza si rischia anche (per chi non è in un percorso di fiamma e ha ancora un libero arbitrio) di lasciar perdere tutto, lasciare il quaderno in un angolo della casa e dimenticarselo li, bloccando l’ottimo lavoro che stavamo facendo.
Per questo io consiglio sempre, nei momenti in cui abbiamo bisogno di una pausa, di continuare il lavoro ma rivolto al positivo, che ha l’effetto invece di caricarci. Basta anche solo una sessione per poter riequilibrarsi e continuare poi a prenderci cura delle nostre ombre.
Vi lascio quindi alcune domande come suggerimento da cui poter cominciare, ma lasciate pure libera la vostra fantasia e il vostro intuito.
Esempi di domande per Shadow working al positivo:
– In cosa mi sento fortunata?/mi sento fortunata perché…- sono grata per (anche periodicizzandolo “oggi sono grata per…” “Questa settimana sono grata per…”)
– quali sono le persone che sono felice di aver accanto e perché?
– quali passi avanti ho fatto (nel lavoro, nel percorso spirituale…) nell’ultimo anno?
– che regali ho ricevuto dall’universo ultimamente?
Alcune di queste domande forse possono lascia e sfogo al nostro ego, ma ogni tanto non fa male, anzi….
E voi? Avete mai provato questa tecnica?

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